Solidarietà oltre i confini, costruire la democrazia dal basso! settimana di azione 18-25 maggio 2014

10 marzo 2014 at 15:42 1 commento

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Solidarietà oltre i confini – costruire la democrazia dal basso!

I programmi di austerità e privatizzazioni imposti dalla Troika decidono delle vite di milioni di persone in Europa. Con loro e con quanti in tutto il mondo subiscono gli effetti della crisi, noi resistiamo alla riaffermazione del capitalismo sulle spalle dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, dei migranti, dei giovani. Con loro noi diciamo chiaramente: «noi non vi dobbiamo nulla, noi non pagheremo!».

Mentre il regime della crisi imposto dall’Unione Europea costruisce sempre più confini per dividerci, sfruttarci e opprimerci, nuovi movimenti transnazionali si stanno affermando. Noi siamo gli attivisti dei movimenti sociali, altermondialisti, migranti, precari e operai, militanti di partiti e sindacati che vogliono connettere le loro lotte e le loro forze oltre i confini degli Stati nazione. Durante la settimana che precede le elezioni del Parlamento europeo, noi ci appelliamo alla moltitudine di questi movimenti sociali per costruire una democrazia reale dal basso.

Lanciamo per questo dieci giorni di azioni decentrate dal 15 al 25 maggio 2014 e vi invitiamo a prendervi parte.

Partendo dalla data simbolica del 15M spagnolo vogliamo realizzare azioni forti, unitarie e internazionalmente visibili in particolare nelle giornate dal 15 al 18 maggio. Al di là di queste date vi saranno azioni in molte città e paesi legate l’una all’altra dalla prospettiva condivisa di un movimento transnazionale per la democrazia, la solidarietà e il comune.

In autunno riuniremo ancora le nostre forze, questa volta per impedire l’apertura della nuova torre della Banca Centrale Europea a Francoforte. Vi invitiamo a partecipare alle giornate d’azione e a contribuire con la vostra creatività e le vostre iniziative.

Costruire la #democrazia

In tempi di crisi, ci dicono, non c’è alternativa all’austerità. Ma la gente paga, soffre e muore mentre le banche sono state salvate finanziariamente con milioni di euro. Debito e sfruttamento, ricchezza e precarizzazione sono due facce della stessa medaglia. Il regime autoritario della crisi non ci rappresenta. La sua vera missione – servire il capitale – è mascherata da standard finanziari apparentemente non ideologici. Questa crisi non può essere risolta da interventi neoliberali. Questa crisi distrugge i diritti sociali, taglia la spesa pubblica e ridetermina la distribuzione della ricchezza a vantaggio del capitale mettendo in competizione i diversi luoghi d’Europa.

Il capitalismo è la crisi. La povertà non è solo il risultato della disoccupazione o di decisioni ingiuste messe in atto dai governi, ma è anche l’effetto di una trasformazione di più lungo periodo accelerata dalla gestione politica della crisi. Il capitalismo globale divide ricchi e poveri, migranti e cittadini e i cittadini tra di loro, sfrutta le nostre forze creative e produttive per il profitto. È davvero libertà scegliere tra la precarietà e la disoccupazione? Combattiamo per un’uguaglianza sociale ed economica con l’obiettivo di creare una reale democrazia dal basso!

Riprenderci il #comune

È il momento di riprenderci ciò che ci appartiene! La ricchezza che abbiamo creato attraverso la cooperazione sociale ci è stata espropriata. L’estrazione di ricchezza dal nostro pianeta sta distruggendo i nostri mezzi di esistenza. Noi tutti abbiamo di fronte le conseguenze del cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, lo spreco, l’inquinamento e il biocidio. Le basi della nostra riproduzione sociale, incluse la salute e l’abitare, sono oggetto di speculazione. I confini interni sono intensificati dalla privatizzazione e dall’esclusione economica e sociale.

Gli affitti cresciuti del 15% nelle città tedesche stanno costringendo le persone a spostarsi o a diventare homeless. Centinaia di miglia di sfratti in Spagna sono uno dei risultati di un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 26%. Mentre il tasso di mortalità infantile è cresciuto del 51% in tre anni e 1,5 milioni di persone sono state escluse dal sistema sanitario in Grecia, gli ospedali vengono chiusi e si chiede ai pazienti il pagamento dei servizi di base.

La proprietà privata e statale può essere superata attraverso una gestione comune e un accesso libero a ciò che ci è stato sottratto. Ne sono un esempio gli housing projects, iniziative sociali che resistono agli affitti crescenti e agli sfratti, fabbriche occupate e cliniche basate sulla solidarietà sociale. Invece di chiudere ospedali, cacciare le persone dalle case e le iniziative sociali dai loro spazi, è tempo di organizzarsi e riprenderci quello che è nostro.

Lottare in #solidarietà

L’Europa è uno spazio transnazionale perché è attraversato da milioni di donne e uomini che migrano o lasciano le loro case in cerca di una vita migliore, mettendo così in pratica la libertà di movimento. L’Unione Europea militarizza e rafforza i confini del razzismo, dove migliaia di uomini e donne muoiono o subiscono violenze di ogni genere. Gli effetti del colonialismo e dell’imperialismo costringono i migranti alla subordinazione sociale, all’illegalità, alla detenzione e alla deportazione – per metterne a valore la forza-lavoro. L’estrazione della ricchezza è costruita sul razzismo istituzionale, l’esternalizzazione dei confini e lo sfruttamento delle periferie europee da parte del centro.

Le istituzioni statali e i governi usano pregiudizi e creano paura per ottenere privilegi. Razzismo e fascismo vengono alimentati dalla crisi economica. Nelle strade, migranti, sinti rom e omosessuali vengono attaccati. Attorno a tutto questo sono sorte alleanze pericolose e i partiti di destra sembrano destinati a ottenere larghi consensi nelle prossime elezioni europee. Razzismo, maschilismo e sciovinismo vengono usati per dividerci e indebolirci. Le nostre vite e le nostre lotte sono connesse. Solidarietà attiva significa lottare per i diritti di tutti – dovunque. È tempo di rovesciare le pratiche dei confini in solidarietà.

Partecipa alla settimana di azioni decentrate, dal 15 al 25 maggio 2014!

######### in English

The programs of austerity and privatizations imposed by the Troika decide on the lives of millions of people in Europe. Together with people in Europe and the whole world we resist the rehabilitation of capitalism on the backs of employees as well as unemployed, retirees, migrants and the youth. Together with them we say: “We don’t owe, we won’t pay!”

While the European Union crisis regime builds more and more borders in order to divide, exploit and oppress us, new transnational movements are arising. We are social movement activists, altermondialists, migrants, precarious and industry workers, party members and unionists and many more, who want to connect our struggles and powers beyond nation-state lines. During the week before the elections for the European Parliament we call for the spirit of the multitude of these social movements to build real democracy from below.
We call for an international week of decentralised actions from May 15-25, 2014. Be part of it!

Starting on the symbolic date of the 15M movement in Spain, we aim for strong, united, internationally visible actions from May 15-18.

Beyond these days there will be actions in many cities in many countries linked to one another by the broader perspective of a transnational movement for democracy, solidarity and commons.

Then, in autumn, we will bundle our strength again – this time to prevent the new tower of the European Central Bank from opening in Frankfurt. We invite you to join the action days! Be creative and participate with your own initiative!

Build #Democracy

In times of crisis, we are told, there is no alternative to austerity.

But people pay, suffer, and die, while banks have been bailed out with billions of euros. Debt and exploitation, wealth and precarisation, are two sides of the same coin. The authoritarian crisis regime does’t represent us. Its true mission – to serve capital – is masked by the supposedly ideology-free benchmarks of finance. The crisis cannot be solved by more neoliberal adjustments. It destroys our social rights, cuts social spendings, and fixes economic redistribution in favor of capital, setting locations in competition with one another.

Capitalism is the crisis. Poverty is not only the result of unemployment and of unjust decisions enacted by governments, but is also the effect of a longer transformation, accelerated by the political management of crisis. Global capitalism divides rich and poor, migrants and citizens, even citizens and citizens, and exploits our creative and productive forces for profit. Is it freedom to choose between precarity or unemployment? Let us fight for social and economic equality in order to build real democracy from below!

Take the #Commons

It’s time to take the commons! The wealth we create through our own social cooperation is being expropriated. The extraction of the wealth of our planet is destroying our very livelihood. We all face the consequences of climate change, loss of biodiversity, hazardous waste, pollution and biocide. Our basis for social reproduction, including healthcare and housing, are objects of speculation. Internal borders are intensified by privatisation and economic and social exclusion. Increasing rents upwards of 15% in German cities are forcing people into homelessness or to move. Hundreds of thousands evictions in Spain are one result of a 26% unemployment rate. While the infant mortality rate increased by 51% in three years and 1.5 million people have no access to healthcare in Greece, hospitals are being shut down and patient fees demanded.

Private and state ownership can be overcome by commoning management and access. Examples are housing projects, social initiatives that resist increasing rents and evistions, occupied factories, and social solidarity clinics. Instead of closing hospitals, kicking people out of their homes and social initiatives out of their spaces, it’s time to organize and take back what is ours!

Struggle in #Solidarity

Europe is transnational since it is crisscrossed by millions women and men who migrate or flee from their homes looking for better lives, thus practicing their freedom of movement. The EU militarises and strengthens racist borders, where thousands die and are beaten and raped. The consequences of colonialism and imperialism force migrants into social subordination, illegality, detention, and deportation – in order to capitalize their workforce. The extraction of wealth is built upon institutional racism, the externalization of borders and the exploitation of the European peripheries by the centres.

State institutions and governments use prejudices and create fear to obtain privileges. Racism and fascism are fueled by the economic crisis. In the streets, migrants, Sinti and Romanies, and homosexuals are attacked. Dangerous alliances are being built. Right-wing parties are expected to make large gains in the coming European elections. Racism, sexism, and chauvinism are exploited to divide and weaken us. Our lifes and struggles are connected. Active solidartity means struggerling for everybodies rights – everywhere. It’s time to overcome bordering in solidarity!

Participate in the week of decentral actions May 15-25, 2014!

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É nostro dovere recuperare gli spazi pubblici,
decidere insieme che mondo vogliamo
e costruire le alternative.

Riprendiamoci le piazze! Riprendiamoci le strade!

ll capitalismo globalizzato nuoce gravemente alla salute.... e puo' indurre, nei soggetti piu' deboli, alterazioni della vista e dell'udito, con tendenza all'apatia e la graduale perdita di coscienza ... (di classe) :-))

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