In Spagna si ripenalizza la legge sull’aborto. Indignazione e proteste in tutta la Spagna

20 dicembre 2013 at 15:21 1 commento

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In Spagna si ripenalizza la legge sull’aborto.

Indignazione e proteste in tutta la Spagna

In Spagna la legge sull’aborto esiste solo dal 1985 ed era caratterizzata da un carattere restrittivo nella quale la donna era soggetta alla decisione del medico. Molte donne si vedevano obbligate a viaggiare in altri paesi o abortire clandestinamente con tutti i rischi conseguenti dovuti a personale non qualificato e a mezzi non idonei.

Nel 2010 fu approvata la legge organica 2/2010 “della salute sessuale e riproduttiva e dell’interruzione volontaria della gravidanza” che introdusse finalmente il diritto all’aborto. La legge prevede la possibilità di decisione libera delle donne di continuare o interrompere la gravidanza nelle prime 14 settimane con un periodo di riflessione di tre giorni. Dopo la 14esima settimana si può procedere alla IVG in caso di grave malformazione del feto o di rischio per la vita della madre (fino alla 22esima settimana). Dopo la 22 esima settimana si poteva interrompere la gravidanza solo per grave malformazione del feto determinato da un gruppo di esperti.

In questi giorni, tre anni più tardi in piena crisi e in una situazione di tagli delle spese sociali che hanno visto nelle donne le principali vittime di questi interventi, il governo del partito popolare cerca di imporre una legge ancora più restrittiva di quella dell’85.

Il ministro di giustizia Alberto Ruiz-Gallardón presenta una proposta di legge dal titolo Legge organica di protezione della vita del concepito e dei diritti della donna gravida. Per il governo é uno dei pochi punti del programma forse l’unico che si stia rispettando. Molte altre promesse come quella di non toccare le pensioni, l’educazione e la sanitá sono rimaste pure parole sulla carta dei programmi elettorali.

La redazione della nuova legge é frutto di un percorso poco trasparente e va contro la volontà della maggior parte della popolazione. Basti pensare che alla sua stesura ha partecipato un gruppo di “esperti” composto esclusivamente da uomini. É una proposta di legge ideologica frutto di un governo di destra in uno stato che dovrebbe essere laico ma che basa la sua azione sul pensiero più reazionario della chiesa cattolica e che si riferisce ad unico principio: le donne non possono assumere decisioni sul proprio corpo.

Secondo questa nuova legge si potrà ricorrere all’interruzione di gravidanza solo se é in pericolo della vita della madre e in caso di violenza fisica

Si elimina la possibilità di abortire per malformazione del feto che sarà possibile solo nel caso che questa si consideri incompatibile con la sua possibilità di sopravvivenza e che questo comporti problemi psichici per la madre che dovranno essere ampiamente certificati (nelle prime 22 settimane)

Tutto il personale medico potrà avvalersi dell’obiezione di coscienza anche quello che trasmette informazioni.

Inoltre

  • si elimina l’offerta formativa relazionata con l’educazione sessuale e

  • si reintroduce l’obbligatorietà di ricetta medica per la pillola del giorno dopo

  • si elimina la formazione sull’IVG per il personale medico

  • si elimina l’ IVG dalle prestazioni coperte dalle prestazioni pubbliche sanitarie

  • si introduce l’autorizzazione dei genitori o di un tutore legale in caso di minori. Nella legge del 2010 era prevista la informazione alla famiglia però si manteneva la possibilità di decisione per le ragazze se questa avesse potuto creare gravi conflitti in caso di situazioni familiari problematiche e violente

Collettivi femministi, associazioni di donne, movimenti della societá civile indignati per questo attacco alla libertá di decisione e all’autonomia delle donne hanno convocato azioni in tutta Spagna a partire dal 20 dicembre 2013, data di presentazione della proposta di legge affermando di non poter accettare questa ingerenza sui corpi delle donne e rivendicando una legge che

  • elimini la penalizzazione dell’aborto prevista dal codice penale

  • che la IVG sia coperta dalla assistenza sanitaria, sia di qualità e che siano destinate le risorse economiche necessarie

  • che si ampli l’appoggio psicologico e formativo alle donne dopo l’interruzione di gravidanza

  • che si elimini la necessità di autorizzazione del tutore per le ragazze minorenni

  • la eliminazione del periodo di riflessione previo all’intervento

  • che si introduca l’educazione sessuale nei programmi educativi della scuola primaria e secondaria

  • che gli anticoncezionali siano liberi e gratuiti

    Oggi 20 dicembre manifestazioni in tutta Spagna

     mariangela casalucci, madrid

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Dario per Franca di Dario Fo 7 e 8 marzo Franca Rame a Madrid

1 commento Add your own

  • 1. cordialdo  |  20 dicembre 2013 alle 17:11

    Le traversie della legge sull’aborto caratterizzano tutti gli Stati, eredi della dittatura, con i quali il Vaticano firmò un “Concordato”. Ad esempio l’Italia di Mussolini e la Spagna di Franco!

    Anche i Italia si cerca in tutti i modi di impedire che la donna sia l’unico arbitro decisionale per stabilire la volontà o meno di abortire; la stessa cosa capita con la prescrizione della “pillola del giorno dopo”.

    Bisogna che siano i cittadini a lottare per le loro libertà fondamentali pronti anche alla lotta nei confronti delle classi politiche marce sino al midollo che, poi, al riparo dell’anonimato e dalla segretezza, sono i più immorali!

    Ciao e tanti auguri per le prossime festività di fine d’anno.

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