Un’altra scuola è possibile. Io l’ho sperimentata! di Marta G

30 giugno 2012 at 14:24 2 commenti

 

Ho partecipato a tutte le riunioni di organizzazione per definire la struttura oraria che permetterà alla nostra scuola di aprire a settembre. Ci viene richiesto di far funzionare questa scuola coprendo 110 ore la settimana di maestre mancanti.

Ci viene richiesto di organizzare una scuola primaria attraverso complicati calcoli matematici e non attraverso progetti, programmazioni, metodologie , passione.
Nelle riunioni ho vissuto un clima teso, inverosimile, colleghe rabbiose con chi si trova per puro calcolo matematico una mezzora in più di compresenza, colleghe che si affannano a trovare soluzioni , strategie, incastri per rendere più agevole il proprio orario settimanale, malumori, rancori, recriminazioni,voci alte.
Mors tua, vita mea.
Io non ci sto.
Dove è finita la scuola della collegialità, della contitolarità , della pari dignità professionale? Questa non è la mia scuola. È la scuola dell’individualismo, del si salvi chi puó.
Io non ci sto.
Ore e ore usate per comprendere e perfezionare un’organizzazione strutturale che nulla ha a che fare con un impianto pedagogico ma che si manifesta sempre di più  come un’ alchimia architettonica pronta a cadere al primo imprevisto.
E ciô che è ancora più grave e sconvolgente per me è che nessuna di noi nel fare questo ha nominato nè inserito nel proprio immaginario i bambini e le bambine a cui questa struttura organizzativa dovrebbe rivolgersi.
I bambini non esistono più. Dentro questa scuola non hanno luogo.
La scuola non viene fatta per loro.
Invece di utilizzare il tempo per progettare,  programmare, prevedere azioni e contesti , siamo obbligatoriamente coinvolte nel gestire la sottrazione di personale, la dequalificazione del nostro operato: conteggio sterile di ore prestate in più classi, continuità didattica inesistente, precarietà strutturale e ogni anno si ricomincia da capo.
Io non ci sto.
È profondamente umiliante.
Tutte noi dovremmo sentirci umiliate da queste richieste.
Dove sono gli sprechi nella nostra scuola? Dove sono le maestre inutili nella nostra scuola? Voglio saperlo.
Lavoro da trent’anni nella scuola statale. Credo di poter dire di aver dato l’anima per il tempo pieno.  Ho occupato la scuola anche di notte per ottenerlo, ho  lottato insieme ad altre perchè non venisse cancellato per legge, ho lottato insieme ad altre contro la modularizzazione, contro l’eliminazione delle compresenze, il tutor, l’uso delle compresenze x fare supplenza,  l’eliminazione dei nuovi programmi, le ore facoltative, la scuola delle 24 ore, il maestro unico, l’invalsi…
E, ci dovete dare atto, tutte queste nefandezze nella scuola a tp di Concorezzo non sono mai state applicate, mai.

Ora abbiamo perso, ho perso.
Le riforme della scuola negli ultimi 15 anni sono state sempre improntate alla sottrazione di risorse mai all’arricchimento.
Ma questi ultimi due ministeri ci hanno dato la batosta finale.

Questa scuola non è più la mia scuola.
Non voglio accettare di modificare la mia impostazione pedagogica buttando a mare 30 anni della mia vita.
Non mi rassegno a parlare di scuola in termini di numeri o frazione di ore, non mi rassegno ad accettare che nel mio vocabolario esista il termine “le undiciste”, i contratti a ore, l’illegittimità  delle compresenze, la maestra prevalente, le classi sovraffollate, il merito, l’invalsi.
Questa scuola non è la mia scuola.
Non mi rassegno.
Io ho lavorato nel tp e so distinguere quale modello strutturale può garantire qualità e quale  modello invece è un semplice risultato di scellerate scelte politico economiche.
Io non mi rassegno.
Sono consapevole che si debba resistere anche prestando attenzione al proprio immaginario e al proprio linguaggio.
E siccome sento la responsabilità di dover conservare intatta dentro di me e per quello che potrò nelle mie pratiche quotidiane , la fiammella della qualità della scuola statale che si prende cura dei bambini e delle bambine accompagnandoli nel difficile compito di diventar grandi…
… dichiaro di votare contro questa organizzazione oraria perchè non voglio sentirmi collaborante nè corresponsabile, neppure in minima parte, alla distruzione di un bene prezioso e insostituibile perchè un’altra scuola è possibile. Io l’ho sperimentata!

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2 commenti Add your own

  • 1. bellaciao Grecia  |  30 giugno 2012 alle 17:20

    cara Marta
    sono in pensione dopo 35 anni nella scuola di cui tu parli
    dove mi sono rifiutata di dare voti
    dove abbiamo dato anima e corpo nella sperimentazione del tempo penop
    dove ci si chiedeva come essere accoglienti e includenti
    dove ci si chiedeva come eliminare selezione e aiutare nelle differenze
    dove la possibilità per bambine e bambini di esprimersi e trovare la loro strada era il nostro fare

    ecco ti leggo con tristezza per quello che sono riusciti a sottrarci
    con ammirazione per il tuo continuare a non collaborare
    con affetto
    perché ti sono vicina
    anche se non più in queste barricate

    seguo lavorando ore e ore per un mondo diverso
    che è possibile e necessario
    ora dalle piazze e strade del 15M di Madrid

    non ho dimenticato e per questo ti sono vicina
    e ti pubblico nella web della rete di bellaciao in movimento

    la resistenza continua
    mariangela

    Rispondi
  • 2. Pete  |  15 luglio 2012 alle 06:24

    Ci sto anche io: la resistenza continua DAPPERTUTTO! pETE f

    Rispondi

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