No Tav, Bossuto: “Ecco le differenze tra l’Alta Velocità in Francia e in Italia”

16 settembre 2011 at 12:52 Lascia un commento

Dopo i fermi convalidati di alcuni manifestanti, Juri Bossuto, il leader della FdS torinese, interviene nuovamente sulla questione “TAV” cercando di consegnare agli occhi della gente e dell’opinione pubblica dati e testimonianze concrete: “Più che mai, bisogna aiutare la gente a capire, perché il teorema maroniano sulla pericolosità del movimento valsusino (“vogliono il morto”) sta prendendo il sopravvento, come testimoniato dai toni delle lettere pubblicate su Specchio dei Tempi in questi ultimi giorni. La convalida degli arresti, tra cui quello di una madre di famiglia, risponde all’esigenza di far stare in piedi questo teorema astruso”.

Da buon frequentatore del territorio francese, Bossuto, infatti, può portare l’esempio delle anomalie della già funzionante tratta ad alta velocità Lione-Parigi anche per operare un confronto con il progetto italiano.

TAV IN FRANCIA – “E’ immediato notare – sostiene Bossuto – come sulle rotaie veloci francesi transitino esclusivamente treni passeggeri: i convogli merci continuano a percorrere i normali tracciati non ad alta velocità, seppur appartenenti ad una rete efficiente.” “In particolare – continua Bossuto – mi sono recato nella zona della Borgogna, non solo per motivi turistici, visto che è attraversata dai binari “veloci” per almeno duecento chilometri. Mi interessava analizzare, infatti, il sistema dell’alta velocità dei cugini francesi e posso affermare serenamente che, per quanto ho visto io stesso in un mese, non c’è possibilità di annotare il passaggio sulla Lione- Parigi di container commerciali.” Questo per evidenziare la contraddizione con quello che ci viene raccontato riguardo alla Torino-Lione: progettata prevalentemente per il trasporto merci, per cui diventerebbe doveroso scongiurare il pericolo di isolare il capoluogo piemontese dai flussi di mercato.

Famosa per i suoi vini, la Borgogna è una delle regioni francesi più affascinanti, un cuscinetto di verde (quasi) incontaminato fra Lione e Parigi che ha come capoluogo l’ex castrum romano Digione. Mantenendo una densità abitativa bassa, con pochi centri abitati, è riuscita a conservare, infatti, il suo notevole patrimonio naturale e paesaggistico.

LA POPOLAZIONE LOCALE – La sua bellezza, però, non è valorizzata dalla tratta ferroviaria ad alta velocità, almeno stando al racconto di Bossuto: “Al contrario del percorso automobilistico, la Lione-Parigi non permette di contemplare la verginità ed il verde senza fine dei territori borgognesi poiché li attraversa a oltre 300 chilometri l’ora. La velocità, le barriere anti-rumore e la mimetizzazione dei binari, non avvicinano certo i turisti ai comuni interessati dal percorso del treno”. Secondo quanto riferisce Bossuto la popolazione locale è tutt’altro che contenta del TAV, che non avrebbe recato alcun beneficio all’economia dei distretti interessati. “Gli unici a trarne vantaggio – precisa l’ex candidato a sindaco di Torino – sono quelli che occupano posti dirigenziali a Parigi e gli studenti che possono recarsi nella capitale in un paio di ore (se residenti a Digione in poco più di un’ora), e con collegamenti frequenti, seppur pagando un biglietto ben più caro delle tradizionali comunicazioni su strada ferrata.” “Ma certo – aggiunge Bossuto – anche qui il TAV appare come qualcosa di alieno, che non c’entra nulla, in termini paesaggistici e di utilità, con il territorio, le colline, i vigneti, le tradizioni, le abitudini della gente.”

“Inoltre – conclude Bossuto – la zona della Borgogna è molto collinare, con picchi di altitudineche arrivano sino a 600 metri; eppure il tracciato del TAV si caratterizza per la scarsa presenza di viadotti e cemento a cui si è preferita quasi sempre la terra per ovviare alle differenze di livelli. Elementi sui quali, all’opposto, si fonda il TAV Torino-Milano costruito su un territorio relativamente pianeggiante: a smentire, ancor una volta, il fronte “Sì TAV” per il quale oltre confine la situazione topografica è a quote omogenee, non come da noi, allo scopo di giustificare il grande dispendio di cemento armato.”

 
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