Il falso senso di responsabilità del Pd a cura di Marco Barone

20 giugno 2011 at 14:51 Lascia un commento

Cosa vuol dire senso di responsabilità?

Il peso del voto, il peso della delega, il peso di condurre nelle dovute sedi le istanze di chi ha espresso un voto politico di rappresentanza. Il senso di rappresentare la sovranità popolare. Bene, tutte chiaccher…e. Tanti partiti, tanti interessi simili e ipocritamente contrapposti. Il Pdl è in chiara difficoltà, ma è sempre al potere. Il Pd guarda, osserva il continuo masochismo del Pdl, manifestando qualche volta grido d’indignazione, ma senza vera azione. Praticamente il Pd, che per forza di cose è il partito che rappresenta a livello istituzionale l’alternativa di governo al Pdl, rischierà di vincere le prossime elezioni senza aver fatto campagna elettorale. Il senso del disgusto è così diffuso, ampio, che salvo catastrofismi improbabili, il Partito Democratico diverrà forza di governo per la logica dell’alternanza, non certo per quella della vera alternativa. Ma la cosa che mi lascia più perplesso, non che ciò mi sorprenda, ma sono del parere che le cose devono essere dette, scritte, è che tale partito in verità non ha alcun interesse della situazione sociale italiana. Se fossero veramente responsabili, avrebbero messo da tempo da parte i giochini di potere, per fare cadere tal governo berlusconiano. Quante occasioni mancate? Se ne potrebbero contare un paio a settimana. Invece no. Il Pd, con i suoi partiti satelliti, ha deciso di attendere. Ha deciso che il Pdl morirà da solo, che non è necessario mobilitarsi su tutti i fronti per porre fino a questo governo a dir poco comico ma anche pericoloso. Ha deciso di osservare, di lanciare qualche volta un grido di indignazione. Ha deciso di attendere. Attesa. Ed in tale attesa, che dura da mesi, gli italiani devono sorbirsi ancora tanti provvedimenti di tal governo, tante miserie di tal politica tanti disgusti di tal sistema. Gli italiani aspettono. Quelle grandi iniziative, di natura meramente spontanea, come la manifestazione per la dignità delle donne, come il referendum per i beni pubblici, come le manifestazioni a difesa del lavoro, sono state relegate in un angolino dalla politica istituzionale. Non devono essere i movimenti, non devono essere i semplici cittadini a determinare la caduta del governo. No. In questo paese ciò non può accadere. Dove andrebbe a finire il potere delle strutture concertative sindacali confederali o dei partiti di Stato? Ma nello stesso tempo il Pd, non che io lo sostenga, con il suo grande senso di responsabilità ha deciso che questo governo dovrà cadere da solo, per problemi di natura politica interna, ha deciso che i movimenti devono essere contenuti e rallentati nella loro corsa. Il potere della delega. Credo che in questo paese regni un gran senso di stanchezza. Molti sono consapevoli del fatto che il Pd non è la vera alternativa, ma semplicemente il male minore. E quindi meglio il male minore che il male peggiore. Una cosa è certa, l’Italia non è la Spagna, non è la Grecia, sia per la situazione economica e sociale che per il grado di resistenza posto in essere dai movimenti che riescono a superare l’ostacolo della partitocrazia. Ed allora continuiamo ad osservare, continuiamo a sentir dire cosa è Italia migliore cosa è Italia peggiore, per poi? Il passo successivo? Dobbiamo dipendere dalla volontà dei partiti? Ci siam tutti omologati nella delega politica? Non lamentiamoci allora del fatto che Berlusconi continua a governare. Se il Pd lo avesse veramente voluto, avrebbe già da tempo fatto cadere quel governo, ma i giochi di potere interni vengono prima di ogni cosa, prima dei problemi veri dell’Italia. A chi vuoi che importi che la scuola pubblica giunge alla sua fine? Che fondazioni private determineranno i percorsi di valutazione delle scuole e dei docenti? Che la libertà d’insegnamento si andrà a farsi friggere? Che la precarietà è divenuta stabile e sarà destinata a rimaner così per anni ed anni? Che la gente muore nelle galere? Che spendiamo soldi pubblici per accontentare gli interessi dei soliti privati? Questo è il sistema. Sistema in cui sia il Pd che il Pdl ne sono parte costituente ed integrante. Questo paese continuo a non comprenderlo. O forse lo ho compreso sin troppo bene. Voglio essere provocatorio. D’altronde è un popolo, non popolo, abituato a delegare anche il pagamento delle bollette, figuriamoci se vuole assumersi la responsabilità diretta di far saltare sia questo governo che tutto il sistema della partitocrazia oggi esistente. Troppo faticoso. Meglio sorseggiare una bevanda al bar e ridere innanzi alle comiche politiche italiane. Peccato che dietro queste comiche, targate anche p2,p3,p4, si cela il vero potere del sistema sociale ed economico di tal non più bel paese. P2, P3, P4 ,sarà un crescendo fin quando non arriveranno ad una data P ed un dato numero che sarà figlia dell’esasperazione con cui si provocheranno violenze su violenze. E’ a questo che vogliono arrivare?

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