Umberto Eco: “Da Berlusconi un golpe ‘omeopatico’, arriveremo alla dittatura senza neanche accorgercene”

27 maggio 2010 at 20:29 Lascia un commento

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Umberto Eco

Con Berlusconi “al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato”. Lo dice Umberto Eco, nel numero dell’Espresso in edicola domani.

Nell’intervista al settimanale Eco parla delle intercettazioni, del lodo Alfano, dei tagli alla scuola e del controllo dei telegiornali della tv pubblica. “Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura, e infatti quando qualche Cassandra lo fa viene sbertucciata”.

“Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d’informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha compiuto un delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l’evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi” dice Eco con la sua inconfondibile ironia.

E ancora: “Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l’esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono di buonissime. È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?”.

Ecco, “la funzione dei colpi di Stato striscianti è che le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite, o sono avvertite come irrilevanti. E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata” spiega Eco e conclude: “Per il momento resistere, resistere, resistere”.

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