Tragedia, esplosione popolare, repressione, Fondo Monetario Internazionale: la Grecia nelle tenebre di Yannis Alampanis

14 maggio 2010 at 14:25 Lascia un commento

Il 5 maggio ad Atene c’è stata la piu’ grande manifestazione di lavoratori dal 1976. Tutti i viali della città sono stati invasi da centinaia di migliaia di lavoratori che protestavano contro i tagli del piano di austerità del governo greco e dell’UE- FMI. E’ impossibile fare un calcolo accurato dei partecipanti: le stime vanno da 150.000 a 500.000 persone. Al di la’ del numero esatto dei manifestanti non c’è dubbio che questa è stata una dimostrazione incredibile di forza dei lavoratori greci. Nello stesso momento in dieci città della Grecia si stavano tenendo altre imponenti manifestazioni.

Ma questa non è stata solo una grandissima manifestazione. E stata anche la massima espressione di risentimento popolare da decenni a questa parte. Queste migliaia di persone non stavano solo protestando. La manifestazione si stava trasformando in una vera e propria esplosione popolare contro i piani del Fondo Monetario Internazionale, contro le menzogne delle autorità, contro l’assassinio del futuro di un’intera nazione.

Per molte ore i manifestanti si sono scontrati con la polizia davanti al parlamento. E questa volta non si trattava soltanto dei black block o della sinistra radicale. Come si vede dai video questi manifestanti non indossavano cappucci e non erano assolutamente organizzati. La polizia ha attaccato per molte ore con i gas lacrimogeni ma non ha potuto disperdere la manifestazione.

E improvvisamente tra la folla è sceso il silenzio. Era accaduta una vera tragedia. Tre impiegati erano stati uccisi nell’edificio della Murfin Bank in viale Stadiou . Un gruppo di black block aveva lanciato bottiglie incendiarie per incendiare la filiale della banca che si trovava al piano terreno e il fuoco si era diffuso fuori controllo.

Sebbene si sia poi saputo, tramite la federazione degli impiegati bancari, che le persone erano chiuse in un edificio che non disponeva di uscite anti incendio, non ci può comunque essere nessuna scusante per coloro che hanno appiccato il fuoco.

Incendiare un edificio nel quale ci sono evidentemente delle persone è un comportamento criminale.

il governo e i mass media hanno tentato di approfittare del sangue per manipolare l’opinione pubblica. Ancora una volta hanno cercato di giocare la carta della responsabilità collettiva. In quel momento la repressione ha toccato il suo punto piu’ alto.

I manifestanti sono stati colpiti dalla polizia e alcune persone sono state arrestate senza alcuna ragione per il solo fatto di essere seduti ad un “bar sospetto”. Forze speciali di polizia hanno anche fatto irruzione nel nostro Spazio Immigrati-Centro Sociale al n° 13 di via Tsamadou; durante un’operazione brutale che richiama alla mente l’invasione alla scuola Diaz di Genova le forze speciali di Polizia hanno colpito e ferito i nostri compagni. Hanno anche distrutto il nostro ufficio e portato via alcune bandiere rosse come “bottino di guerra”.Non mi risulta che ci sia stato un’ordine ufficiale per una operazione del genere. I poliziotti si sono semplicemente comportati come una “gang”. Pochi minuti dopo le forze speciali di Polizia hanno evacuato, senza violenza,un edificio occupato degli anarchici in piazza Exarchia.

Giovedi’ 6 maggio c’è stato un altro appello alla mobilitazione da parte dei sindacati e della sinistra. Nonostante l’atmosfera politica creata dalla tragedia 25.000 persone hanno manifestato pacificamente davanti al Parlamento. Nella tarda serata la polizia ha attaccato e disperso circa 1.500 persone che si trovavano ancora di fronte al Parlamento, nonostante non ci sia stata nessuna azione violenta da parte dei manifestanti.

Ma il venerdì’ le vere novità sono state quelle provenienti dal Parlamento. Tre parlamentari socialisti si sono rifiutati di votare a favore del piano di austerità dell’Unione Europea- Fondo Monetario Internazionale. sono Stati immediatamente estromessi dal Gruppo Parlamentare socialista. Il piano è stato votato dal PASOK ( socialisti), LAOS ( estrema destra) e da Dora Bakoyanni, precedente Ministro degli Esteri , di destra, rivale di Antonis Samras per la presidenza di Nea Demokratia ( opposizione di destra). Samaras, politico nazionalista populista che aveva deciso di votare contro il piano ha immediatamente estromesso la Bakoyanni dal partito.

Non c’è alcun dubbio sul fatto che il sistema politico non sarà lo stesso dopo la messa a regime del piano di austerity. Sembra che la Bakoyanni voglia creare un nuovo partito politico che possa cooperare sia con il PASOK che con Nea Demokratia nel costruire un governo (il modello sembra essere quello dei Liberal tedeschi)

Con il passare del tempo sempre piu’ persone capiscono che il piano FMI-UE-Governo greco è non solo catastrofico per i lavoratori ma porterà anche il paese ad una impasse.

I dipendenti del settore pubblico stanno perdendo circa il 30% del loro stipendio. I pensionati ( sia del settore pubblico che di quello privato) stanno perdendo dal 15% al 30%. I lavoratori giovani saranno retribuiti con una paga minore ( circa 580 euro) del minimo salariale .Alla fine , nel 2014, se tutto andrà come previsto, il debito sarà al 150% ( ora è al 115%) e il PIL sarà al 5% in meno rispetto a quello del 2009. Come ben sapete, la realtà è peggiore dei piani ( e specialmente di quelli del Fondo Monetario Internazionale)
L’economia sta precipitando nella piu’ profonda recessione, almeno -4% per l’anno in corso. E’ ovvio che con un PIL cosi’ basso non puo’ essere pagato l’intero debito pubblico. Prima o poi il debito sarà rinegoziato e alcuni creditori privati potrebbero perdere una parte dei loro profitti.

Questa prospettiva, che si sta facendo via via piu’ chiara,rende il mercato estremamente insicuro.

In poche parole, i lavoratori sono già in bancarotta e in breve sarà in bancarotta anche il paese.
L’Argentina è davanti a noi.

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