TURIN SHERWOOD CAMP ’09: LA DEGNA RABBIA IN MARCIA!

14 maggio 2009 at 17:38 2 commenti

Nasciamo come rete di studentesse e studenti sensibili alle tematiche ambientali che durante la mobilitazione contro la Legge 133 hanno sentito la necessità di una più assidua e continuativa azione coordinata.
Attraverso le riflessioni di questi mesi di mobilitazione abbiamo maturato la consapevolezza che l’attuale crisi economica sia di “dimensione” e sintomatica di una più generale degenerazione politica, sociale, culturale ed ambientale. Il sistema capitalista basato sullo sfruttamento ad infinitum delle risorse, del lavoro umano e dell’ambiente non è più sostenibile. La recessione che sta colpendo tutti i “grandi” della terra ci racconta dell’assurdità di un paradigma economico fondato su una crescita infinita delle produzioni e dei consumi. E’ quel meccanismo ad essersi logorato. Il passaggio logico è semplice, elementare, quasi un insulto alle intelligenze:
viviamo in un pianeta finito che impone dei limiti fisici alla crescita economica (vedi Rapporto sui limiti dello sviluppo, Club di Roma, 1972).
Cambiamenti climatici in atto su scala globale, distruzione delle foreste primarie, contaminazione con sostanze inquinanti delle acque, dei suoli, dell’atmosfera: sono tutti elementi che stanno mettendo in serio pericolo gli equilibri del pianeta Terra. Di questa crisi ambientale sono in larga parte responsabili gli uomini: la produzione di beni e servizi, che dovrebbe semplicemente dare risposta ai nostri bisogni, è diventata, per effetto di perverse logiche di mercato, una minaccia per l’ambiente, e rappresenta un pesante fardello che graverà sulle
generazioni future. Siamo davanti ad un bivio: o continuare a legittimare le scellerate logiche alla base delle nostre economie e quindi augurarsi prossimi rilanci della domanda, la ripresa dell’incremento del PIL, dei consumi,
delle produzioni; oppure ribellarsi alla “dittatura” dell’economico ed uscire dall’attuale modello praticando un’altra economia che rimetta al centro la giustizia sociale, gli esseri umani ed i loro reali bisogni.
Questa crisi economica può allora essere letta come un’opportunità per costruire un mondo fondato sul “buon vivere” – lontano dall’idea di benessere legata all’accumulazione materiale – basato invece su economie locali che valorizzino il territorio, l’ambiente e si contraddistinguano per valori come cooperazione, reciprocità, autonomia. Centrale è l’idea di un’altra economia dove vi siano opportunità di lavoro nel riutilizzo e nel riciclaggio dei materiali, nelle ristrutturazioni finalizzate all’efficienza ed al risparmio, nella  diversificazione e nella diffusione su piccola scala della produzione energetica, nelle produzioni sostenibili basate su meccanismi solidali. Molto si
giocherà sulla capacità o meno di affrontare la tematica ambientale non come un problema settoriale ma come un problema relazionale, in un approccio che privilegi il territorio in una dinamica di relazioni virtuose tra sostenibilità
ambientale, sociale, economica, politica. Una vera sostenibilità potrà essere raggiunta solo se si avrà il coraggio di mettere in discussione il modello economico ed il concetto di sviluppo considerato invariabilmente legato alla
crescita economica.
Tutto ciò sarà possibile solo con vera e propria “rivoluzione democratica” che parli di cura dei beni comuni, partecipazione, il poter decidere in merito alle proprie esistenze.

Il prossimo G8 delle Università si svolgerà a Torino dal 17 al 19 maggio 2009 sarà ospitato dal Politecnico ed avrà come temi la Sostenibilità e lo Sviluppo. Parteciperanno 50 atenei, due per ciascun paese membro del G8
più altre università di alcuni paesi “in via di sviluppo”. La Conferenza dei Rettori (CRUI), il Politecnico di Torino e l’Università di Firenze hanno rappresentato l’Italia allo scorso G8 University Summit (http://g8usummit.
jp/english/index.html) di Sapporo (Giappone) nell’estate 2008, a pochi giorni dal G8 dei Capi di Stato.
Durante quel primo appuntamento furono discussi il ruolo ed il possibile contributo delle università alla crescita economica e alla sostenibilità ambientale globale. Al termine dei lavori è stata stilata una dichiarazione,
indirizzata agli stati membri del G8 che si sarebbero riuniti pochi giorni dopo: la Sapporo Sustainability
Declaration (SSD) firmata dai 37 Rettori è una presa di posizione che enfatizza il ruolo dell’istituzione universitaria di fronte alle sfide ambientali, presentata ai Capi di Governo del G8 in vista di un nuovo protocollo post-Kyoto.
Nella SSD abbiamo individuato molti elementi controversi riguardo all’idea di sostenibilità ambientale ed in generale il ruolo che l’Università dovrebbe ricoprire nel percorso verso una società sostenibile.
1. Il G8 University Summit: non accettiamo che l’ennesima riunione di capi, questa volta delle università più rinomate, pretenda di avere in tasca le ricette per risolvere i problemi ambientali del Pianeta. Fa rabbrividire la
possibilità che sia questa un’occasione per sancire definitivamente l’esistenza di un gruppo di università di serie A che diventeranno partner privilegiati del G8 in una logica di caccia ai finanziamenti.
2. Il contributo delle università al raggiungimento della sostenibilità ambientale è esclusivamente finalizzato alla crescita economica. Nella SSD non c’è alcun accenno ai limiti fisici del Pianeta e della crescita, ai danni ambientali da essa fin’ora derivati e alle diseguaglianze sociali locali e globali nell’accesso alle risorse. Sarà ancora una volta il cosiddetto sviluppo, che assume la crescita come imprescindibile, la panacea di tutti i mali?!
3. Ritorna, ever green, l’antica fede totale nelle soluzioni tecnologiche per i problemi ambientali. La fede del sistema economico-finanziario in miracolose soluzioni tecnologiche si è espressa finora attraverso perverse
logiche di mercato.
4. L’obiettivo del G8 University Summit non è la diffusione della cultura della sostenibilità e della coscienza di una questione ambientale bensì, come si legge nella SSD, “la formazione di decision-makers esportatori di conoscenze scientifiche e tecnologiche per la soluzione di problemi ambientali globali”. Agghiacciante.
besustainabledosustainabilitypracticethealternative
IL MOVIMENTO RIPARTE…
PRENDI LA TENDA E PICCHETTA IL TUO FUTURO!
1. Facciamo Rete
Su temi come sviluppo e sostenibilità esistono a livello locale e nazionale tante realtà che hanno molto da dire e tante buone pratiche oggi già in atto da insegnare. Oggi è necessario unire le forze, anziché dividerle: la
mobilitazione, la critica al G8 e il Climate Camp sono per questo aperti a tutto il mondo, non solo universitario.
2. Università, Sviluppo, Società L’Onda passa, i pirati restano. Il movimento studentesco di quest’autunno costituisce un punto di partenza, e non di arrivo: le tematiche del diritto allo studio sono strettamente connesse a quelle dello sviluppo economico e sociale. La cultura è società, non va considerata come una parte da essa distaccabile e analizzabile separatamente.
L’università e la ricerca che il G8 di Torino vorrebbe affermare sono quelle dedite al profitto, allo sviluppo economico fondato sull’aumento di produzione. Questo modello culturale è vincolato al Prodotto Interno Lordo,
all’interesse delle corporations, alla dittatura della convenienza e a decisioni che pochi si arrogano in nome di tutti.
L’università e la ricerca che noi esigiamo sono invece quelle dedite allo sviluppo sociale e culturale, della collettività e dell’individuo: luoghi dove il vocabolo “formazione” sia davvero pregnante, possieda un reale valore
di emancipazione culturale, psicologica e sociale per lo studente. Non può esserci vera meritocrazia senza difesa dell’Università pubblica: continuiamo la lotta alla precarizzazione della ricerca, esigiamo garanzie di accesso per
tutti ai gradi più alti dell’istruzione!
3. Sherwood Camp!
Per i giorni del Contro Summit vogliamo porci in discontinuità rispetto ad una certa ritualità espressa in
tante mobilitazioni. Ecco dunque l’idea del Climate Camp: un presidio pacifico ed ecosostenibile in cui tutti potranno portare i propri contributi in termini di riflessioni e pratiche di alternativa, che si esprima in forme
creative e non violente, attraverso forme di disobbedienza civile e fuori dagli schemi.
Cantiere Altro Sviluppo – http://www.sherwoodcamp.net
Torino. Italia. Europa. Pianeta Terra
15, 16, 17, 18 maggio 2009

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Le associazioni e gli operatori scolastici insorgono contro l’ennesimo attacco alla scuola dell’accoglienza e dell’inclusione Comunicato sull’incontro in Ambasciata del 15 maggio 2009

2 commenti Add your own

  • 1. Teresa Corvino  |  14 maggio 2009 alle 20:35

    Bravissimi !!!! L` Onda ha fatto un bel salto di qualita`. Sono entusiasta e orgogliosa di questa bella giuventu matura.
    Teresa Corvino

    Rispondi
  • 2. bellaciao Grecia  |  24 maggio 2009 alle 15:04

    cara Bellaciao,
    è la prima volta che ritocco la mail (ero in campeggio senza il mio laptop!… manco l’aqua c’era;)).
    Per quanto riguarda i due ragazzi greci posso dirvi quello
    che immagino sappiate già… nel pomeriggio stesso di lunedì sono stati rilasciati dopo che al mattino presto un gruppo ha lanciato contro la polizia schierata davanti al castello del valentino, delle uova.
    In quel momento non c’ero… sono arrivata un pò dopo.
    Sinceramente non sono in grado di fare un bilancio complessivo ed obiettivo: io ho scelto di partecipare allo sherwood camp e non al contro g8. il campeggio è stata sicuramente una bella idea, un’esperienza che si potrà riproporre con tutte le migliorie del caso.
    evidenti sono le correnti di pensiero molto differenti all’interno del movimento studentesco a torino, (specchio d’italia?) fatto che purtroppo ha comportato ore di assemblee rivelatesi poi inutili e non ha permesso di fare alcune azioni.
    per quanto riguarda il giorno del corteo, martedì, sinceramente mai più avrei pensato che fosse arrivato fino alla fine. torino era sotto assedio, forze dell’ordine alle fermate dei bus che salivano sui mezzi per controlli, posti di blocco per le strade, le vie erano tappezzate di blu… un progetto ad hoc per fomentare la tensione ed il nervosismo. e invece il corteo ha avanzato, spedito ed incazzato fino alla fine. certo le cariche ed i lacrimogeni al tentativo di sfondare ci sono stati ma, non per essere ingenua ed ottimista, sarebbe potuta concludersi molto peggio. speriamo non si voglia dare tutto e con gli
    interessi a l’aquila.
    e in grecia è arrivata la notizia dell’occupazione alla general
    motor?? quello è stata, secondo me, una trovata magnifica e riuscita benee.
    non ho ancora delle foto… appena mi arrivano ve le invierò..
    allora in ambasciata è andata bene, no? eravate in tanti?
    … bello il sito!
    un abbraccio a voi e ad atene!
    elena

    Rispondi

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