L’Odissea del Manifesto arriva ad Atene

21 gennaio 2009 at 12:42 Lascia un commento

Il manifesto sbarca oltreconfine. Sabato scorso, il nostro giornale è stato al centro di un’affollata serata al Kafenaio Athinaiko, bar trendy di Exarchia, il quartiere di Atene scosso il mese scorso dai tumulti per l’uccisione del giovane Aleksis Grigoropoulos. Organizzato dagli amici di Epohi, il settimanale greco gemello del manifesto, e da Bellaciao Grecia, Syriza Italia, radio Kokkino e Avghi, l’iniziativa è stata un’occasione per discutere di crisi dell’editoria e della sinistra, movimenti e giornalismo. Un’occasione per scoprire anche che il manifesto conta numerosissimi fan anche in terra ellenica: italiani espatriati per le più varie ragioni, ma anche greci che hanno fatto studi universitari a Roma o Bologna, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, e hanno sviluppato in quegli anni un amore viscerale per il nostro giornale. Tanto che continuano ad abbonarsi, sia per via postale che sul web.
C
entottanta persone si sono presentate all’appuntamento e hanno ascoltato il resoconto sulla situazione del giornale e sulla lotta che stiamo portando avanti contro l’abolizione dei contributi diretti all’editoria. Alcuni sono rimasti stupiti dall’eventualità di una morte di quello che definiscono con un po’ di amichevole enfasi «il loro quotidiano di riferimento». Dalla crisi del manifesto si è presto passati a discutere di quella di Rifondazione e della fallimentare esperienza del governo Prodi. In Grecia, con un governo (di destra) che si regge su un unico voto di maggioranza e i socialisti del Pasok che potrebbero riottenere una maggioranza relativa in caso di elezioni anticipate, la sinistra riunita in Synaspismos dovrà fare i conti con una decisione simile a quella che ha scosso il Prc: partecipare al governo o rimanere all’opposizione. «Per questo abbiamo seguito con attenzione le vicende italiane», sottolinea Vassilis, vecchio militante e giornalista di Epohi.
In un’atmosfera di grande partecipazione – presenti anche alcuni deputati di sinistra, che hanno assicurato il loro appoggio, sia morale che materiale – si è arrivati inevitabilmente a discutere del movimento studentesco che in Grecia occupa ancora l’università. I segni della battaglia che ha attraversato Exarchia lo scorso dicembre si vedono ancora proprio fuori dal bar. La facoltà di giurisprudenza è occupata, così come il Politecnico a poca distanza. Alcuni palazzi portano i segni degli incendi che li hanno devastati. La piazza in cui è stato ammazzato Aleksis è coperta di fiori e di messaggi. Ci si interroga sul senso di questo movimento, sulle similitudini con l’Onda italiana, sui limiti della rappresentanza. E sulla capacità che hanno avuto i giornali – il manifesto in primis – di interpretarlo. Un avventore irlandese amante dell’Italia (altra curiosità della serata) ha sostenuto che la stampa ha sottovalutato la portata di questo movimento. Gli amici di Epohi hanno esaltato la copertura degli eventi fatta dal nostro giornale. E alla fine della serata in alto i calici, a festeggiare – anche – i 1415 euro di sottoscrizione raccolti per il manifesto.

Scritto da Stefano Liberti,

21 gennaio 2009

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